IL DISEGNO COME LINGUAGGIO/ ATOMIUM

DOCENTE DI TEORIA E APPLICAZIONE DI GEOMETRIA DESCRITTIVA
Elio Fragassi

disegno dello studente:
Cesidio Farina, classe 5A a.s. 1991/92, Istituto d' Arte "G. Mazara", Sulmona (AQ)

IL DISEGNO COME LINGUAGGIO

Un “sistema di segni per mezzo dei quali gli uomini comunicano fra di loro” (Nicola Zingarelli; Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli, Milano, 1970).

"...Così come si riesce a leggere un qualsiasi linguaggio iconico (scrittura, matematica, musica, ecc.) solo se si è in grado di decifrarne l’insieme del sistema dei simboli grafici, allo stesso modo si riesce a leggere un’immagine solo se si è in grado di decodificarne gli elementi componenti sia nel loro insieme che nelle singolarità e la connessa sintassi grafica. E’ implicito, quindi, che se il disegno assume la veste di linguaggio di un pensiero descrittivo di forme e figurazioni geometriche, la didattica deve adeguarsi a questa funzione e, di conseguenza, dal punto di vista metodologico è fondamentale che anche l’insegnante di disegno (in modo particolare se trattasi di disegno tecnico perché esso implica una stretta relazione tra operatori diversi, tra chi pensa e progetta e chi realizza) prima di insegnare a fare educhi a pensare.

...Il concetto di programmazione mi ha guidato, poi, nella ricerca degli algoritmi grafici della Geometria descrittiva dinamica con l’insegnante che ha assunto la veste di “programmatore” per indirizzare gli studenti su come sviluppare e risolvere un dato tema rappresentativo mediante la conoscenza degli enti geometrici primitivi, le relative leggi e operazioni.

In questo lavoro di ricerca, sperimentazione ed affinamento metodologico, che si è concretizzato in una continua attività laboratoriale di carattere grafico, sono stato sempre sorretto, in modo particolare, dalla disponibilità degli studenti che hanno condiviso con me, giorno per giorno, anno per anno e classe per classe, le fatiche, le incertezze e le insicurezze del nuovo di una ricerca contro le certezze e le sicurezze dell’assodato e verificato.

L’affinamento di questa metodologia , che pone al centro della didattica non tanto il “disegno come strumento grafico” quanto “il disegno come pensiero”, ebbe un particolare impulso nella seconda metà degli anni ’90 quando cominciarono a diffondersi, in modo considerevole, i personal computer con i relativi programmi grafici e di grafica. L’uso di questi strumenti trasformò, sempre più, il “disegno disegnato” inteso come prodotto ottenuto direttamente tracciando segni su una superficie (foglio da disegno) in un “disegno elaborato” inteso come prodotto iconico mediato dallo strumento elettronico che, elaborando dati inseriti mediante tastiera, mouse, penna ottica o altro, restituisce (sullo schermo) un’immagine grafica elaborata che può essere ulteriormente arricchita e manipolata o cristallizzata mediante un processo di stampa..."

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